LaCie 6big Thunderbolt 3, la recensione del disco monstre di LaCie


LaCie 6big Thunderbolt 3 è uno dei dischi monstre di LaCie: spazio e velocità a profusione, con prezzi professionali

LaCie 6big Thunderbolt 3 è un prodotto che risponde alle attese degli utenti professionali di fascia molto alta, per le quali le esigenze sono molto specifiche e l’idea di un compromesso abbastanza lontana.

Ed in effetti le armi del 6big Thunderbolt 3 sono molto affilate: 6 bay per dischi da 3,5”, in confezione orginale con dischi Seagate di livello Enterprise, varie configurazioni RAID per striping, mirroring e ridondanza, due Thunderbolt 3 (che può diventare Thunderbolt 2 con un adattatore) e USB-C (che può diventare USB 3 tipo A con un altro adattatore).

A conti fatti, sostanzialmente uno dei dischi locali più veloci e capienti nel mercato, se non il più veloce, che potrebbe essere superato in velocità nel caso inserissimo delle unità SSD al posto dei dischi meccanici, ma con una capienza e un prezzo decisamente diverso.

Il modello da noi testato, con l’ultimo MacBook Pro da 15” e l’ultimo iMac da 27” (entrambi con Thunderbolt 3) era in configurazione con 6 dischi da 6 TB: noi l’abbiamo facilmente configurato in RAID 5, ottenendo un unico volume da 30 TB con una ridondanza di 6 TB, che ci è sembrata il compromesso migliore tra velocità e sicurezza, ma che può arrivare sino a 36 TB utilizzando un RAID 0.

6big Thunderbolt 3, lo stile LaCie si vede e si sente

Lo stile LaCie, che da sempre ha fatto scuola nel mondo dei sistemi di archiviazione consumer e professionale, qui non delude e anzi, allarga gli orizzonti mantenendo comunque una solida identità.

Tanto solida che il marchio non appare da nessuna parte se non dietro, appena sopra il connettore d’alimentazione: LaCie è sicura che la forma e l’iconica luce blu siano un elemento riconoscibile tanto quanto il marchio.

Frontalmente trovano posto i 6 bay, posti in posizione verticale, ogniuno con una porta e un letto dedicato in modo da essere verificati e sostituiti singolarmente. La luce LED blu serve sia come identificativo del funzionamento sia come modo per mettere in Stand-by il disco.

Un dettaglio delle porte disponibili, due Thunderbolt 3 e una USB-C

I letti dei dischi si aprono con una leggera pressione, non è necessario utilizzare nessun attrezzo particolare.

Sul retro trovano posto due connettori Thunderbolt 3 per il collegamento in cascata e un connettore USB-C (utile ad esempio per i MacBook), che con alcuni adattatori valgono anche per i Mac più vecchi che ancora non hanno questi standard.

Sempre all’interno della confezione trovano posto il cavo d’alimentazione e due cavi di comunicazione, uno USB-C e uno Thunderbolt 3, che purtroppo si assomigliano molto (sarebbe stato meglio farli di due colori diversi, ad esempio).

L’accensione (tramite alimentazione e un clic hardware sul retro) mostra l’accensione della luce LED blu frontale, e l’avvio dei sei dischi che non passa inosservato: dopo una manciata di secondi però la cosa si attesta e la rumorosità è molto contenuta (considerando sei dischi che girano), praticamente inesistente considerando l’ambiente professionale a cui è destinato.

Il RAID in testa

Tramite il software RAID manager, che si scarica gratuitamente dal sito LaCie, possiamo configurare il disco come meglio vogliamo: il software è fatto bene, i sei dischi si presentano graficamente così come i livelli di RAID, e possiamo avere sempre in vista sia il risultato finale in termini di spazio sia la ridondanza ottenuta (per la sicurezza).

Il software è interessante anche per capire che cosa sta facendo il disco: c’è una specie di funzione di Log per gli eventi più importanti e ovviamente una dispensa per capire lo stato di tutti i dischi, uno per uno.

Il software per gestire i vari livelli di RAID

Il fatto che sia reso graficamente non significa che sia pensato per l’utente consumer, perché una macchina del genere diventerà consumer tra dieci anni, ma che anche professionisti non avvezzi al mondo IT possono comunque gestirsi da soli sia il mantenimento che la gestione dello spazio.

La velocità rilevata è molto buona, probabilmente seconda solo a unità SSD (che lo ricordiamo, offrono spazi sensibilmente inferiori a costi ben più alti): dei dischi interni Seagate Enterprise abbiamo apprezzato la silenziosità, non dovuta per questa categoria, e soprattutto la mancanza di eccessiva vibrazione, perché appoggiato sullo stesso tavolo di un MacBook Pro il disco era come non averlo (seppure un disco del genere in un tavolo sia difficile da non vedere).

Conclusioni

Ad un prodotto del genere, con pochissimi concorrenti sul mercato nella stessa fascia è difficile fare una valutazione: in pratica, se operate con flussi video a 4K o se siete fotografi professionisti e avete un flusso in RAW abbastanza corposo, se fate rendering 3D o in genere se vi serve tanto, tantissimo spazio alla massima velocità non ci sono molte alternative a ad ogni modo quella di LaCie è assolutamente di livello.

In Italia il prodotto è distribuito da Attiva, ed è possibile acquistarlo con varie configurazioni, partendo da 24 TB sino a 60 TB totali: alcune configurazioni però si trovano anche online.

 

 

Pro:

  • Uno dei dischi più capienti nel mercato
  • Silenzioso e senza vibrazioni
  • Il design è austero ma sobrio

 

Contro:

  • La fascia di mercato è assolutamente professionale
  • Era meglio colorare in modo diverso i due cavi in dotazione

 

Prezzo: 3.849,00 Euro (il modello da noi testato, 36TB)



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