Intel ha presentato gli Xeon “Purley” con una nuova microarchitettura


Presentati i nuovi processori Xeon basati su architettura Skylake-SP. Intel parla di prestazioni più elevate del settore a livello di efficienza energetica e di sistema, in media 1,65 volte superiori rispetto alla generazione precedente.

Intel ha presentato nuovi Xeon, processori che saranno disponibili in 50 diverse varianti e destinati a sostituire le linee E5 ed E7 con architettura Haswell. I nuovi chip sono principalmente destinati ai data center; alcune varianti di queste CPU forse potrebbero arrivare  sugli iMac Pro che arriveranno a dicembre ma il sito MacRumors non è di questo avviso.

Il produttore spiega che i nuovi processori scalabili sono pensati per gestire attività ad elaborazione intensiva, destinati ad esempio ad analisi dei dati in tempo reale, infrastrutture virtualizzate e ambienti di High Performance Computing (HPC).

I processori in questione sfruttano una nuova microarchitettura core, nuove interconnessioni on-die e nuovi controller di memoria. Sul versante prestazioni, il produttore parla di un incremento prestazionale complessivo fino a 1,65 volte rispetto alla generazione precedente e supporto di carichi di lavoro OLTP (On-line Transaction Processing) fino a 5 volte superiori.

Questi incrementi delle prestazioni sono resi possibili da nuove caratteristiche come l’Advanced Vector Extensions 512 (Intel AVX-512), che potenzia le prestazioni delle attività ad elaborazione intensiva, una nuova architettura Mesh che offre latenza di sistema ridotta, una tecnologia denominata QuickAssist per le operazioni di accelerazione hardware di crittografia e compressione dei dati e il fabric ad alta velocità integrato con architettura Omni-Path per implementazione di cluster HPC.

L’architettura “Purley” è il nome in codice con il quale Intel indica processori destinati a compiti “ad alta intensità”, ad esempio all’interno di data center. I nuovi processori Intel Xeon offrono fino a 28 core, permettono di gestire fino a 6 terabyte di memoria di sistema (sistemi a 4 socket) e scalabilità per supportare sistemi da 2 a 8 socket e oltre (forse con implicazioni anche per quanto riguarda i futuri Mac Pro). Le schede madri con socket LGA3647 permettono di gestire fino a 28 core e in macOS 10.13 High Sierra è stato individuato codice che fa esplicito riferimento al socket in questione.

 

Ricordiamo che annunciando l’iMac Pro Apple ha spiegato che integrerà un display Retina 5K da 27″, processori Xeon fino a 18-core ed elaborazione grafica fino a 22 teraflops, nuova GPU Radeon Pro Vega con un nuovo nucleo di elaborazione di ultima generazione e fino a 16GB di memoria on-package a elevata ampiezza di banda (HBM2). I processori dovrebbero arrivare fino a 4,5 GHz.

Le specifiche delle componenti presentate oggi sono leggermente differenti, quindi non dovrebbero essere quest, o almeno non queste le versioni delle CPU dell’iMac pro. È possibile che Intel prima di dicembre 2017, quando sarà disponibile il nuovo iMac, possa presentare nuove versioni dei suoi processori.



Source link