Recensione MacBook 2017: adesso è (quasi) perfetto!


Dopo il miglioramento di prestazioni e batteria del 2016, nel 2017 Apple rinnova ancora una volta il suo MacBook che quest’anno ottiene i nuovi processori Intel di settima generazione, degli SSD ancora più veloci e una tastiera notevolmente migliorata. Scopriamo insieme il laptop più accattivante di Apple nella nostra recensione completa!

Partiamo da ciò che non è cambiato in questo nuovo MacBook. In primis il design ed è un bene: il nuovo MacBook mantiene infatti inalterato il design dei suoi predecessori e si presenta, ancora una volta, con una scocca in alluminio unibody spessa soli 1,31 cm nel punto di massima. La larghezza del computer è di 28,05 cm mentre la profondità è di 19,65 cm. Ridottissimo anche il peso che è di soli 0,92 chilogrammi. Con queste caratteristiche il MacBook si conferma uno dei portatili più comodi da trasportare con se in ogni momento della giornata.

Resta invariato anche lo schermo: viene infatti riproposta la stessa unità IPS con diagonale da 12 pollici e risoluzione Retina di 2304 x 1440 pixel. La qualità del pannello è ottima e siamo ai vertici della categoria: i colori sono sempre vivaci, il contrasto è eccellente ed è molto buona la luminosità massima, tale da consentire sempre una visione ottimale dei contenuti anche all’esterno.

La novità principale di questo MacBook 2017 sono, logicamente, i nuovi processori Intel di settima generazione: si parte con la configurazione base che prevede un Intel Core m3 cloccato ad 1.2 GHz (ed è questo il processore montato sull’unità da noi testata) e si sale poi, sia di prestazioni che di prezzo, con le configurazioni i5 e i7. In ogni caso, già la versione m3 ci è sembrata più che valida: non abbiamo riscontrati gravi rallentamenti durante l’editing foto con Photoshop o durante il montaggio e l’esportazione di video in 4K utilizzando Final Cut Pro X.

La gestione della RAM di macOS Sierra si conferma eccellente e gli 8 GB del modello base sono più che sufficienti per un utilizzo medio: qualora siate un minimo più esigenti, potete sempre configurare il vostro MacBook 2017 con 16 GB di RAM. Il miglioramento di prestazioni si avverte, quindi, ma è comunque lieve. Più interessante è invece la questione SSD: non cambiano i tagli di memoria (256 GB per il base, 512 GB per la versione top) ma vengono notevolmente incrementate le velocità di lettura e scrittura. I nuovi SSD sono infatti due volte più veloci rispetto ai precedenti e ciò si traduce in operazioni di copia e spostamento dei file che impiegano decisamente meno tempo per essere portate a termine.

Straordinariamente positivo l’audio che ancora una volta si conferma tra i migliori, non solo per la fascia degli ultrabook ma tra i migliori in assoluto: non siamo infatti troppo distanti dai livelli raggiunti dal MacBook Pro da 13 pollici di ultima generazione, il quale vince la sfida solamente per un volume massimo più elevato (ma quello del MacBook 2017 è assolutamente incredibile per la tipologia di computer).

E che dire poi della nuova tastiera? Forse è stata la novità che mi è piaciuta di più. In parte perché la precedente tastiera del MacBook 2015/2016 stentava a convincermi del tutto, ma anche e soprattutto perché il feedback di digitazione sul nuovo modello è decisamente migliore e si scrive anche più velocemente senza commettere errori.

La tastiera sfrutta il nuovo meccanismo a farfalla di seconda generazione ossia lo stesso che avevamo già provato sul MacBook Pro 2016. Un bel passo in avanti rispetto al passato. Nella tastiera del nuovo MacBook mancano, però, la Touch Bar e il Touch ID che restano due caratteristiche esclusive dei MacBook Pro.

Questo è però un prodotto “quasi” perfetto: alcune criticità ci sono ancora e sono le stesse che riscontravamo nei precedenti modelli. In primis c’è ancora una volta una singola porta USB-C tuttofare: con questa porta potete caricare il Mac, collegare periferiche (a patto di essere muniti di adattatori e cavi) e addirittura monitor. Tutto bellissimo, ma l’USB-C ancora oggi, dopo tre anni, non è ancora diventato lo standard che Apple sperava, almeno nel nostro Paese.

La limitazione della singola porta è poi evidente quando si vuole ricaricare il MacBook e al tempo stesso collegare una periferica: servirà un adattatore che sdoppierà anche l’entrata per fare quanto descritto. Nulla di gravissimo, però, se si considera la natura del prodotto che, a differenza del MacBook Pro con Touch Bar, nasce per essere utilizzato prevalentemente in mobilità e molto di meno in ambito “studio”. Inoltre questa porta USB-C non supporta ancora lo standard Thunderbolt 3.

Un’altra limitazione, forse la più grave, è la fotocamera iSight: ancora una volta ci troviamo dinanzi ad un sensore che acquisisce video alla risoluzione massima di 480p, davvero pochino anche per una semplice videochiamata FaceTime o per scattare qualche selfie al volo dal MacBook.

Il nuovo MacBook 2017 arriva con macOS Sierra, ma macOS High Sierra è dietro l’angolo e porterà con se un bel po’ di novità (potete leggerle qui). Per il momento l’esperienza utente è più che soddisfacente, pur non distanziandosi da quella offerta da qualsiasi altro Mac della lineup Apple.

Una grande ed importante conferma su questo MacBook 2017 è la batteria. Le stime di Apple sono corrette: con un utilizzo blando della macchina si fanno senza problemi le 10 ore promesse dall’azienda e anche qualcosina in più se, ad esempio, non si lasciano sempre attivi il WiFi e il Bluetooth.

Con un uso più intenso, ovviamente, l’autonomia cala: nel nostro test più estremo (montaggio, esportazione e alleggerimento di un video in 4K di circa 10 minuti) la batteria è calata ovviamente in modo importante, raggiungendo cifre inferiori al 50%, ma è normale che sia così. Non dovete però preoccuparvi della batteria di questo MacBook: una giornata standard la coprirete tranquillamente.

Tutto molto bello, ma anche tutto molto caro. Infatti il nuovo MacBook 2017 parte da una cifra che è forse ancora un po’ troppo alta: serviranno 1549€ per portarsi a casa il modello entry level (quello con processore Intel Core m3, 8 GB di RAM e 256 GB di SSD) mentre la configurazione top (Intel Core i7, 16 GB di RAM, 512 GB di SSD) è venduta ad un prezzo di 2269€. Le colorazioni sono sempre le stesse: grigio, argento, oro e oro rosa. Tanti, forse troppi, specialmente se si valuta l’estrema somiglianza del listino di questo MacBook con quello dei nuovi MacBook Pro ed in particolare con il prezzo del MacBook Pro 13 senza Touch Bar.

E allora per chi è questo MacBook? La risposta è simile a quella che ho dato in passato, ma in parte diversa: è ancora una volta un computer per chi sceglie in primis la portabilità, ma da quest’anno inizia ad esserci anche la sostanza grazie ai nuovi processori e ai dischi più veloci. La tastiera migliora notevolmente ed è sicuramente uno degli elementi più importanti in un laptop, quindi va assolutamente considerata. Peccato per la iSight in 480p e per la singola porta USB-C, ma questo MacBook è bellissimo, ha batteria da vendere e un audio portentoso. Il tutto in un form-factor super compatto e godibilissimo, sia alla vista che durante l’utilizzo.

Il nuovo MacBook 12 (2017) può essere acquistato da Apple Store Online, nei negozi fisici di Apple e nelle migliori catene di elettronica.

Per restare sempre aggiornato sul tema di questo articolo, puoi seguirci su Twitter, aggiungerci su Facebook o Google+ e leggere i nostri articoli via RSS. Iscriviti al nostro canale YouTube per non perderti i nostri video!



Source link