All’asta il primo selfie di Andy Warhol: vale 7 milioni di sterline


Un autoscatto personalizzato e firmato Andy Warhol: se il genio della Pop Art diventa pioniere del selfie, lo scatto (acrilico e inchiostro serigrafato su tela) vale 7 milioni di sterline.

Quanto può valere un selfie? Se a scattarlo è Andy Warhol vale moltissimo. E se si tratta del primo della serie dei self-portrait del genio della Pop art ancora di più. Quanto, lo sapremo presto: l’opera sarà messa all’asta da Sotheby’s a Londra il 28 giugno 2017 ed è valutata tra i 5 e i 7 milioni di sterline.

L’opera, datata 1963-1964, è stata realizzata da Warhol quando aveva 35 anni, a partire da una delle immagini ottenute in una cabina per foto tessere a New York. Colorata di azzurro e nero, la fotografia rappresenta lo stesso Warhol con un’espressione molto seria, i capelli pettinati e in ordine, mentre indossa un paio di occhiali da sole e stringe il colletto del soprabito con la mano destra.

L’artista è arrivato al selfie quando ormai era già noto in tutto il mondo come l’inventore della Pop art grazie alle rappresentazioni di Marilyn Monroe, Jackie Kennedy, Elizabeth Taylor e molti altri personaggi celebri del mondo dello spettacolo e della politica che hanno segnato la storia contemporanea. E dopo di loro, lo stesso Warhol è diventato protagonista delle sue opere: anche lui, con le sue intuizioni e un po’ di follia, ha cambiato il corso della storia dell’arte e segnato indelebilmente la cultura pop ed è stato invitato a rappresentare se stesso dalla collezionista Florence Barron e del gallerista Ivan Karp. E così Warhol trasformò anche il proprio autoritratto in qualcosa di veramente pop, diventando, a sua insaputa, il pioniere di un genere che a trent’anni dalla sua morte, è la quotidianità  per milioni di persone in tutto il mondo: il selfie. Sì, perché le foto tessere sono sempre esistite, gli autoritratti anche, ma un’opera come il primo self-portrait di Warhol è differente. Ci si trova di fronte a un’immagine di sè, realizzata con uno strumento tecnologico alla portata di tutti e semplice da utilizzare, e poi personalizzata con i filtri preferiti: non è forse questa una definizione di selfie?

In un’intervista a The Guardian, Javes Sevier, Senior Specialist del Dipartimento d’arte contemporanea di Sotheby’s di Londra, ha dichiarato: “Nell’era di Instagram, la predizione di Wahrol, che tutti sarebbero stati famosi per 15 minuti almeno, non poteva essere più profetica. Eccoci davanti a un’opera di immensa importanza storico – culturale, che rappresenta uno spartiacque nella storia dell’arte, che sancisce l’ascesa di Warhol all’Olimpo dei più grandi auto-ritrattisti di sempre”. Andy Branczik, direttore del dipartimento di arte contemporanea della casa d’aste londinese, ha aggiunto che il primo autoritratto dell’artista ci ricorda quanto siano rilevanti il suo lavoro e la sua riflessione sulla cultura, sulla celebrità e sul narcisismo: tanto da essere significative ancora oggi e da trovare perfettamente spazio anche nella società contemporanea: “Warhol avrebbe amato un’asta per selfie, credo”. Sicuramente amava la sua Polaroid e, pare proprio anche il suo Mac.

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