Tim Cook | Donald Trump


Nelle ore passate il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha tenuto nella Casa Bianca un nuovo incontro con tema l’uso della tecnologia nel governo. Al summit sono stati invitate diciotto tra le più rilevanti personalità della Silicon Valley, CEO di aziende come Microsoft, Google, IBM, Amazon e, naturalmente, Apple.

I rapporti tra la società di Cupertino e l’attuale amministrazione degli Stati Uniti non sono stati tra i più rilassati ma la leadership di Apple ha sempre spinto per mantenere il proprio posto in questo genere di discussioni. Come riportato da Recode, l’incontro ha toccato alcuni argomenti piuttosto rilevanti.

Trump desidera che l’ambiente informatico governativo venga riformato con un colpo di mano che trasformi le tecnologie impiegata. La presidenza ammette che molte delle infrastrutture utilizzate sono obsolete e che il governo sta rincorrendo, con poco successo, il settore privato. Le agenzie governative usano più di 6000 data center ed alcuni dei sistemi più vecchi vengono ormai impiegati da diverse decine di anni e si avvalgono ancora di tecnologie più che superate come i floppy disk.

La modernizzazione delle tecnologie e la riduzione dei costi e degli sprechi sono i principali problemi da affrontare. Una delle soluzioni proposte da Cook per mettere il governo USA sulla carreggiata giusta è quella di rendere la programmazione una materia obbligatoria nelle scuole, in modo tale da crescere una generazione in grado di gestire adeguatamente le infrastrutture nel futuro.

Sembrerebbe inoltre che Cook abbia dato voce alle proprie opinioni sull’importanza dell’immigrazione (essenziale per la crescita della Silicon Valley) della privacy e della crittografia e sul rispetto dei diritti umani, temi su cui il CEO di Apple e Trump si sono già scontrati, anche in modo piuttosto diretto, nel recente passato.



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