Forstall «iPhone è nato perché Steve Jobs odiava un dirigente Microsoft e i tablet con stilo»


L’ex boss di iOS Scott Forstall è rimasto in silenzio fin dal 2012: nella sua prima intervista spiega perché Steve Jobs ha avviato il progetto di iPhone

Non solo l’odio per le interfacce macchinose e complesse degli smartphone di allora ma anche l’avversione personale di Steve Jobs nei confronti di un dirigente Microsoft, oltre che per i tablet con stilo. Sembra incredibile ma il prodotto più di successo della nostra era, lo smartphone che ha rivoluzionato il modo di comunicare, lavorare e anche di vivere di milioni di persone è un progetto che ha preso il via per una serie di sentimenti negativi del cofondatore di Apple.

Lo ha raccontato Scott Forstall, geniale sviluppatore e dirigente che ha seguito Jobs fin dall’era NeXT per approdare in Apple e diventare responsabile di iOS. Forstall ha lasciato Apple nel 2012 e da allora ha mantenuto uno stretto riserbo: dopo 5 anni di silenzio assoluto, l’ex braccio destro di Jobs ha concesso la sua prima intervista al Computer History Museum in occasione degli eventi e degli incontri organizzati per celebrare i primi 10 anni di iPhone.

Secondo Forstall Steve Jobs cominciò a interessarsi di tablet proprio a partire dall’antipatia provata nei confronti di un dirigente Microsoft, marito di una amica di Lauren Powell, moglie di Jobs. Allora la multinazionale di Windows stava sviluppando i suoi primi tablet basati sull’interazione con stilo, un dispositivo ai tempi all’avanguardia su cui Bill Gates e quindi l’intera Microsoft nutrivano grandi aspettative, anche se successivamente le vendite non decollarono mai come sperato. Un giorno il dirigente Microsoft dichiarò a Jobs che un giorno questa tecnologia avrebbe dominato il mondo, frase che l’ex Ceo accolse come una sfida.

L’antipatia per il dirigente unita all’avversione per le interfacce basate sullo stilo spinsero Jobs a cercare una soluzione alternativa ai tablet di Microsoft, da cui è nato Project Purple, il progetto segreto da cui poi sono nati iPhone e iPad. Dall’idea di tablet con schermo touch e una interfaccia su misura per le dita delle persone si è passati poi allo smartphone. Forstall ricorda un pranzo insieme a Jobs, entrambi a tavola alle prese con i loro cellulari.

Sia Jobs che Forstall odiavano l’interfaccia dei terminali di allora, incluso il leader di allora BlackBerry: osservando le persone sedute nei tavoli vicini i due si accorsero che il sentimento era condiviso. Allora Steve Jobs chiese a Forstall se lui e il suo team potevano costruire una demo dell’interfaccia touch sufficientemente piccola da poter stare in una tasca. Così è nato il primo prototipo di quello che è poi diventato iPhone.

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Scott Forstall con Steve Jobs



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