Tim Cook «Il DNA di Steve Jobs farà parte di Apple anche tra 100 anni»


Tim Cook spiega perché il DNA di Steve Jobs sarà sempre parte integrante di Apple e perché nutre grandi aspettative per HomePod e realtà aumentata

Tim Cook, intervistato da Bloomberg Businessweek, ha parlato del DNA di Steve Jobs come un elemento che è parte integrante della “costituzione” di Apple, ha parlato anche dello speaker HomePod e del perché ritiene sarà un successo, e della grande concitazione che c’è in Apple per quanto riguarda la Realtà Aumentata. L’intervista completa sarà pubblicata la prossima settimana e ora è stata resa nota una parte.

«Il DNA di Steve sarà sempre la base di Apple. Lo è ora, e lo sarà tra 50 anni, chiunque sarà il CEO». «Voglio che sia così anche tra 100 anni, chiunque sarà il CEO. Perché è di questo che l’azienda si occupa. La sua etica dovrebbe servire a questo, all’attenzione nei dettagli, la cura, la semplicità, l’attenzione verso l’utente e all’esperienza utente, l’attenzione nel costruire il meglio, l’importanza di capire che buono non è abbastanza, che qualcosa deve essere grandioso o, in altre parole, insanely great («follemente grande»)».

Il CEO di Apple ha spiegato che il cambiamento è inevitabile ma alcune cose restano costanti «È come la Costituzione, gli atti che guidano gli Stati Uniti. Non dovrebbe cambiare; dovremmo venerarla».

Passando alle tecnologie, Cook dice che per quanto riguarda HomePod Apple è maggiormente concentrata sulla musica rispetto a Siri perché l’assistente in grado di gestire queste funzioni non è una novità, spiegando che è già possibile controllare la casa con Siri mediante iPhone. «Quando mi alzo la mattina, l’iPhone fa da sveglia; dico “buongiorno” e si accendono le luci». «Siamo già nelle case anche con Apple TV, così come iPad e Mac. La cosa che presumibilmente non ha ottenuto un maggior livello di attenzione è la musica in casa e abbiamo quindi deciso di mettere insieme un dispositivo che offre grandi sonorità e uno speaker intelligente».


Per quanto riguarda il prezzo di HomePod, che alcuni osservatori ritengono eccessivo, Cook non sembra preoccupato e lascia intendere che a suo tempo anche iPod, iPhone e iPad erano ritenuti troppo costosi. Parlando di Realtà Aumentata, Cook dichiara ancora una volta di essere molto entusiasta per ciò che è possibile ottenere con questa tecnologia. Non si sbilancia su ciò che Apple ha in mente, ma spiega che l’azienda sta fornendo agli sviluppatori strumenti di sviluppo che permetteranno agli utenti di iOS 11 di realizzare «esperienze grandiose». In questo articolo trovate alcune impressionati video demo che mostrano le potenzialità di ARKit e le prime impressioni entuastiche degli sviluppatori che lo stanno già usando.

Cook spiega ancora che Apple è impegnata nel mercato business e aziendale, settore nel quale i dipendenti sono felici di poter usare iPhone e Mac. Per quanto riguarda il rimpatrio dei profitti negli USA, anziché un condono, Cook suggerisce un prelievo non troppo oneroso (tra il 15% e il 20%), una riduzione sulle imposte che potrebbe invogliare molte aziende a evitare tutti i meccanismi sfruttati finora per aggirare il pagamento di tasse, provando di aver effettuato investimenti all’estero per quel denaro o accumulandolo all’estero.

Inevitabile la domanda su Donald Trump. Cook dice che il Presidente USA ha punti di vista completamente opposti ai suoi ma che è importante continuare a impegnarsi. «Siamo completamente diversi ma spero vi siano dei punti di incontro». «Il suo concentrarsi nel mondo del lavoro, è un bene e vedremo dove porterà». «Uscire dagli accordi di Parigi sul clima, è stata una delusione. Mi sento responsabile per non avere fatto molto di più. La ritengo una decisione errata. Mi preoccupo profondamente dell’America e voglio che l’America faccia del suo meglio. Dal mio punto di vista, l’America è più importante dei dannati politici».

Trump e Cook



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